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LA CASA NATALE DI SAN PIO V

Il prevosto Gian Domenico Gatti nelle sue "Memorie storiche riguardanti l'insigne terra del Bosco" stilate intorno alla metà del '600, indica come casa natale di San Pio V, all'epoca ancora abitata dai discendenti della famiglia del pontefice, quella "lungo la strada maestra che metteva alla Porta di Piazza Nuova, sull'angolo della salita di Castelvecchio".

Antonio Ghislieri, che diventerà papa col nome di Pio V, vi nacque il 17 gennaio 1504 e la abitò fino al 1518 quando entrò nel convento domenicano di Voghera col nome di fra Michele dal Bosco.

La casa è composta da quattro camere con scala in mezzo, un porticato con cascina, un cortiletto sottostante con pozzo e stalla.

Padre G. Della Valle nella sua storia del convento di Santa Croce redatta nella seconda metà del ‘700 ne ricostruì i vari passaggi di proprietà: Dal signor Pio Ghislieri, ultimo Ghislieri a possederla, la casa passò in eredità al parente Bartolomeo Gallina, il cui figlio Pio la donò alla Confraternita di San Giovanni decollato, la quale a sua volta, il 9 luglio 1690, la donò al Convento di Santa Croce.

Nell’anno 1765, il 15 agosto, passò dal Convento al medico Carlo Ricci, il quale promise di pagare un canone annuo per compenso della concessione. Ma Carlo Ricci, malgrado le proteste dei frati, comportandosi da padrone e non da affittuario quale era, realizzò un muro di cinta intorno al podere e abbassò notevolmente il cortiletto posteriore. Nel corso di questi lavori il Ricci rinvenne e demolì le fondamenta delle antiche mura in pietra squadrata della vecchia fortezza del Bosco (vuole la tradizione, edificata da Manlio da Lugo su disposizione di Teodorico nel 498).

Da Carlo Ricci la casa passò in eredità al figlio primogenito Vincenzo.

Lo storico boschese Pier Luigi Bruzzone prosegue la testimonianza sulle vicende della casa natale di Pio V raccontando che successiva proprietaria fu la famiglia Scalzi, quindi tal Felice Inverardi ed il di lui figlio Giovanni Battista che la donò al Comune di Bosco.

Nel 1936 in occasione della posa del monumento a San Pio V in piazza Cardinal Boggiani, vennero rifatti i mobili sullo stile cinquecentesco e la casa venne parzialmente ristrutturata.

Le suppellettili attualmente contenute in questo edificio sono state donate da famiglie boschesi devote al Santo.

Negli anni della Seconda guerra mondiale la casa ospitò profughi e fu anche sede delle scuole elementari.

Al piano superiore, nella camera ove nacque San Pio V, è ricavata una cappella dove, fino a non molti anni fa, il primo maggio, anniversario della morte del Pontefice, si riunivano i fedeli per pregare il Santo Protettore.